investire nel cinema


VANTAGGI, RISORSE E OPPORTUNITÁ

Tax credit investitori esterni
è la possibilità di compensare debiti fiscali (IRES,IRAP,IRPEF,IVA, contributi previdenziali e assicurativi) con il credito maturato a seguito di un investimento nel cinema.
Legge n. 244 del 2007 (art. 1, commi da 325) e il decreto 21.1.2010 “tax credit investitori esterni e distributori”.

Product placement
è lo strumento attraverso il quale si pianifica e si posiziona un marchio all’interno delle scene di un prodotto cinematografico a fronte del pagamento di un corrispettivo da parte dell’azienda che viene pubblicizzata.
Decreto Urbani, prevede che la presenza di marchi e prodotti deve essere palese, veritiera e corretta, secondo i criteri individuati negli art. 3, 3bis e 6 del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n.74


Punti essenziali del tax credit investitori esterni

1. Il credito di imposta spetta all’investitore “esterno” (ovvero diverso dal produttore cinematografico) che fornisce un apporto di capitale alla realizzazione di un film, non superiore al 49% del relativo costo di produzione.

2. Il beneficio fiscale è pari al 40% dell’apporto fornito. Se l’investitore esterno che dà un apporto alla produzione è un’impresa di distribuzione o d’esercizio, il credito d’imposta è del 20%.

3. E’ necessario che almeno l’ 80% dell’apporto esterno ricevuto sia speso dal produttore del film sul territorio nazionale.Lo strumento giuridico attraverso il quale si può dar seguito all’apporto di capitale è il contratto (tra produttore cinematografico e impresa esterna) di associazione in partecipazione agli utili del film.

4. Nel contratto, gli utili dell’investitore associato non possono superare il 70% degli utili complessivi realizzati dall’opera.

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Tipologie di product placement
Il product placement può essere attuato attraverso diverse tipologie:

1. Visuale (screen placement): il marchio viene posizionato in primo piano, rendendolo ben riconoscibile da parte dello spettatore e bastano poche inquadrature affinché il ricordo rimanga impresso nella sua mente, oppure viene inserito come sfondo alla scena, ma in questo caso occorrerà aumentare la durata e il numero di inquadrature affinché si possa ottenere lo stesso effetto di cui sopra.

2. Verbale (script placement): in questo caso il marchio viene richiamato dai protagonisti del prodotto audiovisivo catturando l’attenzione dello spettatore e facendo sì che il marchio venga affiancato alla reputazione del protagonista che lo cita. Questa forma di product placement è meno frequente rispetto a quella visuale, ma l’effetto che provoca è senz’altro più incisivo, in particolar modo se inserito correttamente nel contesto del film.

3. Integrato (plot placement): questa è la forma di product placement più potente da un punto di vista pubblicitario e coerente con la sua natura. Per differenziarsi dalla pubblicità infatti un inserimento dovrebbe nascere da una collaborazione tra azienda e produzione, in modo tale da integrarlo adeguatamente all’interno della trama. Con questa tipologia il prodotto si integra all’interno del film diventando parte della trama, se non il protagonista.

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